Piano Annuale per l'Inclusione · a.s. 2026/27
Approvato dal Collegio dei Docenti il 26 giugno 2026 · PDF
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Includere vuol dire pensare e progettare la scuola tenendo a mente ogni bambino, fin dall'inizio, perché nessuno si senta non pensato, e quindi non accolto. Qui trovi come lavoriamo, chi se ne occupa e cosa succede se tuo figlio ha bisogno di un'attenzione in più.
Leggi il Piano Annuale per l'Inclusione 2026/27Ogni bambino, per tutto il percorso o solo per un periodo, può avere bisogno di qualcosa di diverso: per ragioni fisiche, psicologiche o sociali. La normativa parla di bisogni educativi speciali, e chiede alla scuola di dare a ciascuno una risposta adeguata e personale.
Riguarda, per esempio:
bambini con una disabilità;
bambini in cui, crescendo, emerge una difficoltà nel linguaggio, nel movimento, nell'attenzione;
bambini che vivono un momento difficile, in famiglia o per ragioni economiche e sociali;
bambini che arrivano da un altro paese, o che a casa parlano un'altra lingua.
Il nostro riferimento è il modello ICF dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In pratica vuol dire questo: prima di chiederci cosa è difficile per un bambino, guardiamo che cosa, intorno a lui, lo ostacola e che cosa lo aiuta. Lo spazio, i tempi, il gruppo, il modo in cui proponiamo le cose: è lì che lavoriamo.
Mettiamo al centro il bambino come persona: come sta e come si relaziona, non solo cosa impara. La relazione con lui è la base di tutto il resto. E a domande diverse diamo risposte diverse.
Non ci sono attività a parte per chi ha un bisogno in più. Ci sono modi di lavorare che servono a tutti, e che per qualcuno fanno la differenza.
Si lavora in piccoli gruppi e in coppia, e i bambini imparano ad aiutarsi tra loro. Ci sono momenti, come quello del cerchio, in cui ognuno può portare il suo contributo.
La giornata alterna attività da soli, in coppia e in gruppo, con pause e tempi flessibili. L'impegno è distribuito nell'arco della giornata, e ognuno procede con il suo ritmo.
Un percorso si divide in piccoli passi e si propone in più modi, con aiuti diversi. Quando si può, si lascia scegliere l'attività, i materiali, i tempi. L'obiettivo resta comune, la strada si adatta.
Esperienze concrete, scoperta, piccoli problemi da risolvere insieme. Prima di proporre qualcosa di nuovo, si parte da quello che il bambino sa già fare.
Gli arredi sono disposti per favorire le relazioni. Gli ambienti sono pensati come una casa: angoli morbidi, tane, una cucina per il gioco simbolico.
Quando è prevista un'insegnante di sostegno, è una risorsa per tutta la sezione, non per il solo bambino. Così tuo figlio sta dentro il gruppo, non in disparte.
Se tuo figlio ha una certificazione di disabilità, le insegnanti scrivono con te e con gli specialisti che lo seguono il suo Piano Educativo Individualizzato, il PEI. Il PEI fissa gli obiettivi, le scelte educative e il modo in cui verranno verificate. Si parte da un'osservazione iniziale e si chiude con una relazione finale; durante l'anno si osserva, si valuta e si riprogetta in base a com'è andata.
Se il bisogno è legato a una lingua nuova o a un momento difficile, si può scrivere un percorso personalizzato anche senza certificazione.
Ogni percorso è deciso dalle insegnanti insieme, condiviso con la famiglia e costruito d'accordo con i terapisti e i professionisti che seguono tuo figlio fuori dalla scuola. I progetti pensati per un bambino coinvolgono tutta la sezione.
Sei invitato a tutti gli incontri, e il percorso di tuo figlio si costruisce e si condivide con te. Insieme si lavora anche per prevenire le difficoltà, prima che diventino problemi. Le famiglie partecipano all'organizzazione delle feste e dei momenti della scuola.
Tra un incontro e l'altro c'è il diario di tuo figlio: torna a casa ogni sera, con quello che conta di quella giornata. Per un bambino che non può ancora raccontarla da sé, o che fa più fatica a farlo, è il filo quotidiano tra scuola e casa.
I bambini di altre culture, lingue e religioni sono accolti, anche quando arrivano ad anno iniziato. Le insegnanti accompagnano l'inserimento nella sezione passo per passo, insieme alla famiglia. L'italiano si impara giocando, dentro il gruppo, e quando serve con momenti dedicati. Per la sezione, ogni lingua in più è un'occasione per tutti.
Quando tuo figlio passa a una nuova sezione o alla scuola primaria, le informazioni sul suo percorso passano, insieme a te, alle nuove insegnanti. Così non deve ricominciare da capo. Per quanto possibile, si cerca anche la continuità delle insegnanti che lo seguono.
Dalla Sezione Primavera all'Infanzia il passaggio si prepara durante l'anno. A gennaio le insegnanti dell'Infanzia vengono a osservare la sezione, a giugno i bambini conoscono le loro nuove sezioni, e una scheda di passaggio accompagna ciascuno.
Lo osservano ogni giorno, progettano e valutano insieme il suo percorso.
Coordina i percorsi personalizzati della scuola.
Quando è prevista, lavora con la sezione.
Accompagna le insegnanti e sostiene i genitori.
Terapisti e professionisti si incontrano con la scuola durante l'anno.
Entra in gioco quando serve il suo contributo: servizi sanitari, sociali ed educativi, associazioni, centri sportivi. A questo si aggiunge una rete con altre scuole per la formazione e lo scambio di esperienze.
Le insegnanti si aggiornano sui temi dell'educazione inclusiva: il lavoro cooperativo, l'aiuto tra pari, i percorsi personalizzati.
Sì. La scuola ha un percorso di accoglienza dedicato. Parlacene al primo colloquio: è il punto da cui partiamo per preparare bene il suo ingresso.
No. La certificazione serve per alcuni strumenti previsti dalla legge, come il PEI e l'insegnante di sostegno. L'attenzione invece comincia dall'osservazione, ogni giorno.
Ne parliamo prima con te. Se serve, si attiva una consulenza e, insieme, si coinvolgono i servizi del territorio. La scuola ha anche uno sportello psicologico.
Le insegnanti insieme, con te e con chi lo segue fuori dalla scuola. Nessun percorso si scrive senza la famiglia.
Il Piano non è un documento per alcuni bambini: è il modo in cui la scuola pensa tutto il suo lavoro tenendo a mente ciascuno. Il Collegio dei Docenti lo rivede ogni anno, e fa parte del PTOF, il piano triennale della scuola.
Approvato dal Collegio dei Docenti il 26 giugno 2026 · PDF
Il PDF non è ancora disponibile online: puoi chiederlo in segreteria.
Il modo migliore per capire se siamo la scuola giusta è vedere una giornata e parlarne con calma. Se tuo figlio ha bisogno di un'attenzione in più, dillo al primo colloquio: è il punto da cui partiamo.