La Scuola · Inclusione

Una scuola per tutti, e per ciascuno

Includere vuol dire pensare e progettare la scuola tenendo a mente ogni bambino, fin dall'inizio, perché nessuno si senta non pensato, e quindi non accolto. Qui trovi come lavoriamo, chi se ne occupa e cosa succede se tuo figlio ha bisogno di un'attenzione in più.

Leggi il Piano Annuale per l'Inclusione 2026/27
Bisogni educativi speciali

Un bisogno speciale non è sempre una diagnosi

Ogni bambino, per tutto il percorso o solo per un periodo, può avere bisogno di qualcosa di diverso: per ragioni fisiche, psicologiche o sociali. La normativa parla di bisogni educativi speciali, e chiede alla scuola di dare a ciascuno una risposta adeguata e personale.

Riguarda, per esempio:

  • bambini con una disabilità;

  • bambini in cui, crescendo, emerge una difficoltà nel linguaggio, nel movimento, nell'attenzione;

  • bambini che vivono un momento difficile, in famiglia o per ragioni economiche e sociali;

  • bambini che arrivano da un altro paese, o che a casa parlano un'altra lingua.

Il nostro riferimento

Togliere ostacoli, mettere aiuti

Il nostro riferimento è il modello ICF dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. In pratica vuol dire questo: prima di chiederci cosa è difficile per un bambino, guardiamo che cosa, intorno a lui, lo ostacola e che cosa lo aiuta. Lo spazio, i tempi, il gruppo, il modo in cui proponiamo le cose: è lì che lavoriamo.

Mettiamo al centro il bambino come persona: come sta e come si relaziona, non solo cosa impara. La relazione con lui è la base di tutto il resto. E a domande diverse diamo risposte diverse.

Seguire un bambino da vicino è anche una questione di numeri

  • 15bambini al massimo per sezione alla Scuola dell'Infanzia, con due insegnanti in compresenza nella parte centrale della giornata.
  • 7–8bambini per gruppo nelle attività.
  • 10bambini al massimo nella Sezione Primavera, con un'educatrice e un'assistente.
Ogni giorno

Come lavoriamo, ogni giorno

Non ci sono attività a parte per chi ha un bisogno in più. Ci sono modi di lavorare che servono a tutti, e che per qualcuno fanno la differenza.

  • Il gruppo come risorsa

    Si lavora in piccoli gruppi e in coppia, e i bambini imparano ad aiutarsi tra loro. Ci sono momenti, come quello del cerchio, in cui ognuno può portare il suo contributo.

  • I tempi di ciascuno

    La giornata alterna attività da soli, in coppia e in gruppo, con pause e tempi flessibili. L'impegno è distribuito nell'arco della giornata, e ognuno procede con il suo ritmo.

  • La stessa proposta, in modi diversi

    Un percorso si divide in piccoli passi e si propone in più modi, con aiuti diversi. Quando si può, si lascia scegliere l'attività, i materiali, i tempi. L'obiettivo resta comune, la strada si adatta.

  • Si impara facendo

    Esperienze concrete, scoperta, piccoli problemi da risolvere insieme. Prima di proporre qualcosa di nuovo, si parte da quello che il bambino sa già fare.

  • Uno spazio che fa incontrare

    Gli arredi sono disposti per favorire le relazioni. Gli ambienti sono pensati come una casa: angoli morbidi, tane, una cucina per il gioco simbolico.

  • Il sostegno è della sezione

    Quando è prevista un'insegnante di sostegno, è una risorsa per tutta la sezione, non per il solo bambino. Così tuo figlio sta dentro il gruppo, non in disparte.

Il PEI

Quando serve, un percorso scritto

Se tuo figlio ha una certificazione di disabilità, le insegnanti scrivono con te e con gli specialisti che lo seguono il suo Piano Educativo Individualizzato, il PEI. Il PEI fissa gli obiettivi, le scelte educative e il modo in cui verranno verificate. Si parte da un'osservazione iniziale e si chiude con una relazione finale; durante l'anno si osserva, si valuta e si riprogetta in base a com'è andata.

Se il bisogno è legato a una lingua nuova o a un momento difficile, si può scrivere un percorso personalizzato anche senza certificazione.

Ogni percorso è deciso dalle insegnanti insieme, condiviso con la famiglia e costruito d'accordo con i terapisti e i professionisti che seguono tuo figlio fuori dalla scuola. I progetti pensati per un bambino coinvolgono tutta la sezione.

Con te

Insieme alla famiglia

Sei invitato a tutti gli incontri, e il percorso di tuo figlio si costruisce e si condivide con te. Insieme si lavora anche per prevenire le difficoltà, prima che diventino problemi. Le famiglie partecipano all'organizzazione delle feste e dei momenti della scuola.

Tra un incontro e l'altro c'è il diario di tuo figlio: torna a casa ogni sera, con quello che conta di quella giornata. Per un bambino che non può ancora raccontarla da sé, o che fa più fatica a farlo, è il filo quotidiano tra scuola e casa.

Altre lingue e culture

Se a casa si parla un'altra lingua

I bambini di altre culture, lingue e religioni sono accolti, anche quando arrivano ad anno iniziato. Le insegnanti accompagnano l'inserimento nella sezione passo per passo, insieme alla famiglia. L'italiano si impara giocando, dentro il gruppo, e quando serve con momenti dedicati. Per la sezione, ogni lingua in più è un'occasione per tutti.

La continuità

I passaggi non ricominciano da zero

Quando tuo figlio passa a una nuova sezione o alla scuola primaria, le informazioni sul suo percorso passano, insieme a te, alle nuove insegnanti. Così non deve ricominciare da capo. Per quanto possibile, si cerca anche la continuità delle insegnanti che lo seguono.

Dalla Sezione Primavera all'Infanzia il passaggio si prepara durante l'anno. A gennaio le insegnanti dell'Infanzia vengono a osservare la sezione, a giugno i bambini conoscono le loro nuove sezioni, e una scheda di passaggio accompagna ciascuno.

Chi c'è

Le persone intorno a tuo figlio

  • Le insegnanti di sezione

    Lo osservano ogni giorno, progettano e valutano insieme il suo percorso.

  • Una figura di riferimento per l'inclusione

    Coordina i percorsi personalizzati della scuola.

  • L'insegnante di sostegno

    Quando è prevista, lavora con la sezione.

  • La pedagogista

    Accompagna le insegnanti e sostiene i genitori.

  • Gli specialisti che lo seguono

    Terapisti e professionisti si incontrano con la scuola durante l'anno.

  • Il territorio

    Entra in gioco quando serve il suo contributo: servizi sanitari, sociali ed educativi, associazioni, centri sportivi. A questo si aggiunge una rete con altre scuole per la formazione e lo scambio di esperienze.

Le insegnanti si aggiornano sui temi dell'educazione inclusiva: il lavoro cooperativo, l'aiuto tra pari, i percorsi personalizzati.

Forse te lo stai chiedendo

Mio figlio ha una disabilità: posso iscriverlo?

Sì. La scuola ha un percorso di accoglienza dedicato. Parlacene al primo colloquio: è il punto da cui partiamo per preparare bene il suo ingresso.

Serve una certificazione perché abbia un'attenzione in più?

No. La certificazione serve per alcuni strumenti previsti dalla legge, come il PEI e l'insegnante di sostegno. L'attenzione invece comincia dall'osservazione, ogni giorno.

Se a scuola notate una difficoltà, cosa succede?

Ne parliamo prima con te. Se serve, si attiva una consulenza e, insieme, si coinvolgono i servizi del territorio. La scuola ha anche uno sportello psicologico.

Chi decide il percorso di mio figlio?

Le insegnanti insieme, con te e con chi lo segue fuori dalla scuola. Nessun percorso si scrive senza la famiglia.

Il documento

Il Piano Annuale per l'Inclusione

Il Piano non è un documento per alcuni bambini: è il modo in cui la scuola pensa tutto il suo lavoro tenendo a mente ciascuno. Il Collegio dei Docenti lo rivede ogni anno, e fa parte del PTOF, il piano triennale della scuola.

Piano Annuale per l'Inclusione · a.s. 2026/27

Approvato dal Collegio dei Docenti il 26 giugno 2026 · PDF

Il PDF non è ancora disponibile online: puoi chiederlo in segreteria.

Raccontaci di tuo figlio, prima di decidere

Il modo migliore per capire se siamo la scuola giusta è vedere una giornata e parlarne con calma. Se tuo figlio ha bisogno di un'attenzione in più, dillo al primo colloquio: è il punto da cui partiamo.

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