Il diario di tuo figlio: cosa c'è scritto, chi lo scrive, perché torna a casa ogni sera

C'è un momento, la sera, in cui un genitore vorrebbe sapere com'è andata. Non in generale: quel giorno lì. Se ha mangiato, se ha dormito, con chi ha giocato, se è successo qualcosa che vale la pena sapere. È una domanda semplice e quasi sempre resta senza una risposta precisa, perché il bambino ha tre anni e racconta a modo suo, e chi c'era non è lì con te a tavola.
A Paradise College quella risposta ha una forma fisica. Si chiama diario, ed è di tuo figlio.
Un quaderno per ogni bambino
La prima cosa da chiarire è la più importante, perché è quella che distingue questo diario da quasi tutto ciò che va sotto lo stesso nome. Non è un diario della classe. Non è una bacheca con la foto della giornata. È un quaderno che la scuola dà a ogni bambino, su cui le insegnanti annotano ogni giorno ciò che è accaduto a lui.
Ogni giorno vuol dire ogni giorno. Non a campione, non quando c'è un problema da segnalare, non nelle settimane leggere.
Cosa c'è dentro
Il diario di tuo figlio porta due cose insieme, e vale la pena dirle entrambe, perché descriverlo come un documento pedagogico sarebbe sovravenderlo, e tu te ne accorgeresti la prima sera.
La prima è la cura: se ha mangiato, come ha riposato, qualsiasi cosa di particolare che un genitore deve sapere di quella giornata. È l'informazione pratica che cerchi quando apri il quaderno, e c'è.
La seconda sono le osservazioni. Cosa lo ha incuriosito, con chi ha giocato, quale gesto nuovo è comparso, quale parola ha detto. Qui non c'è un giudizio e non c'è una valutazione: nella scuola dell'infanzia, dicono le Indicazioni Nazionali che la scuola ha adottato, si documentano e si accompagnano i processi di crescita, evitando qualsiasi forma di classificazione. Il diario non ti dice se tuo figlio è «bravo». Ti dice cosa ha fatto.
Perché lo scrivono ogni giorno
La ragione non è amministrativa. In questa scuola il programma non è deciso a settembre: nasce da ciò che i bambini mostrano nel gioco, e per costruirlo bisogna guardare. Scrivere ogni giorno il diario di ciascuno obbliga chi lavora in sezione a osservare la giornata abbastanza da poterla raccontare. Il diario è, prima di tutto, il modo in cui la scuola tiene fede al proprio metodo.
Nel Progetto della Sezione Primavera c'è una frase che dice bene lo spirito: al congedo le educatrici «possono raccontare di quei pezzi di vita che mamme e papà non vedono, ma che tanto vorrebbero conoscere». Il diario fa lo stesso, per iscritto, e resta.
Torna a casa ogni sera
È il dettaglio pratico che cambia tutto. Il quaderno viaggia con il bambino: la sera va a casa, la mattina torna a scuola. Non lo consulti al ricongiungimento in fretta, con il cappotto in mano; lo apri quando vuoi, a tavola o dopo, e lo leggi con calma. Le famiglie iscritte lo fanno tutte le sere.
Perché possiamo permettercelo
Una domanda legittima è come si faccia a scrivere ogni giorno un quaderno per ciascun bambino. La risposta sta nei numeri, non nella buona volontà. La Sezione Primavera accoglie al massimo dieci bambini, con un'educatrice e un'assistente. La Scuola dell'Infanzia ha due sezioni da quindici bambini al massimo ciascuna, e tre insegnanti: nella parte centrale della giornata due di loro sono in sezione insieme. Documentare una classe intera lo può fare chiunque; documentare ogni bambino, ogni giorno, richiede sezioni piccole e più adulti presenti. È una scelta organizzativa, e il diario è ciò che la rende visibile.